
Il 21 dicembre, esattamente alle 16.58 ora italiana, si verificherà il solstizio d’inverno, ovvero il momento in cui il sole raggiungerà, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione minima.
In questo fenomeno, che si verifica due volte all’anno (una di estate ed una di inverno, con riferimento alle stagioni presenti nell’emisfero boreale in quei giorni) la Terra, nel suo moto di rivoluzione intorno al Sole lungo l’orbita terrestre, presenta in direzione del Sole un angolo massimo o minimo tra il proprio asse di rotazione e il piano orbitale terrestre.
Il sole si ferma, o almeno così sembra
Il termine “solstizio” deriva dal latino “solstitium” e significa letteralmente “sole fermo”, essendo composto dalle parole “sol” (sole), e “sistere” (fermarsi)
Come nel caso degli equinozi, la data dei solstizi non è fissa a causa di un errore di sei ore nel calcolo dell’esatta durata dell’anno astronomico rispetto alla nostra misurazione del tempo, motivo percui ogni 4 anni viene aggiunto un giorno nel cosiddetto famoso anno bisestile.
Queste sei ore di sfasamento non sono solo il motivo che dà origine al 29 febbraio ma causa anche la variabilità della data del solstizio di inverno, che può situarsi tra il 21 ed il 22 dicembre.
Successivamente ai solstizi, in ciascuno dei due emisferi terrestri si inverte la tendenza all’aumentare o al diminuire dell’inclinazione dei raggi del sole, e la tendenza al diminuire o all’aumentare delle ore di luce giornaliere.
I diversi giorni in cui comincia l’inverno
Il solstizio segna anche la data del giorno più corto dell’anno, che – a differenza di quanto racconta la tradizione – non si verifica il 13 dicembre, nella ricorrenza di Santa Lucia, quando il sole effettivamente tramonta qualche minuto prima del giorno del solstizio a causa degli effetti dovuti all’eccentricità dell’orbita terrestre nel suo moto intorno al Sole ma sorge anche prima del giorno del solstizio, motivo per il quale sono proprio i giorni del 21 o 22 dicembre ad essere i giorni con meno luce in tutto l’anno.
Il solstizio d’inverno segna inoltre l’inizio ufficiale dell’inverno astronomico mentre quello meteorologico inizia invece il 1 dicembre per terminare il 28 febbraio.
Il momento della Luce
Come per altre date legate a fenomeni astronomici, anche il solstizio di inverno è stato ed è un momento in cui celebrare riti religiosi e propiziatori. Solo per citare i più famosi ricordiamo la celebrazione del Sol Invictus, delle Saturnalia (dal 17 al 23 dicembre) e delle Angeronalia nell’antica Roma,
E’ alla data del Sol Invictus che si è poi sovrapposto il Natale per il cristianesimo e la Yule nel neopaganesimo. Tra le strutture primitive legate a queste celebrazioni la più nota è probabilmente situata a Stonehenge, in Gran Bretagna, dove ancora oggi si possono ammirare due cerchi concentrici di monoliti che raggiungono le cinquanta tonnellate il cui asse è orientato astronomicamente, con un viale di accesso al cui centro si erge un macigno detto “pietra del calcagno” sulla cui sommità si leva il sole proprio in occasione del solstizio d’estate.
Come detto, il Solstizio d’Inverno segna il momento in cui la durata del periodo di luce durante il giorno comincia a crescere e simboleggia quindi il passaggio dalle tenebre alla illuminazione, motivo percui è celebrato in tutte le parti del globo come il momento in cui quasi tutte le popolazioni hanno sempre festeggiato la nascita delle loro divinità solari o di qualche essere soprannaturale: Gesù nel Cristianesimo, Krishna, in India; Schin-Shin in Cina; Quetzalcoath e Huitzilopochtli nelle culture precolombiane della America del Sud, e poi Horus in Egitto; Mithra che dalla Persia passerà nelle tradizioni dei legionari della antica Roma e Tammuz, in Babilonia.








